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presentazione
1^ ESTEMPORANEA DI FORGIATURA
V U L C A N O (tra incudine e martello)
Portico di Romagna 6 - 7 settembre 2014
discorso del Sindaco

A Portico di Romagna (FC), in un parco dedicato al sommo Dante e alla sua amata Beatrice Portinari, luogo ideale per la meditazione, è approdato uno stormo di rondoni metallici a rendere ancora più suggestivo questo magico giardino.

L’idea nasce una sera d’estate quando due giovani fabbri/artisti Cristiano Quadalti e Alessandro di Bari, rimangono ammaliati da uno stormo di festosi  rondoni che, con il loro volteggiare nel limpido cielo estivo, rendono l’atmosfera idilliaca. In quel contesto pensano di eternare quel momento, realizzando uno stormo di rondoni in metallo affinché anche quando quei festosi volatili sarebbero emigrati, il loro volteggiare sarebbe rimasto a ricordo della primavera.

 L’amministrazione comunale rimane entusiasta del progetto e sponsorizza l’evento mettendo a disposizione lo spazio pubblico per realizzare l’estemporanea; il ristorante “Al vecchio convento” aderisce al progetto, facendosi carico del ristoro dei partecipanti con succulenti libagioni.

La data è fissata per il primo fine settimana di settembre e già dal venerdì sera, tutta la strada che accoglierà i visitatori e lo spazio riservato alla forgiatura risulta transennato e pronto per l’attesa manifestazione; anche il ristoratore ha predisposto una impeccabile cena, preannunciando il livello delle bontà per tutto il fine settimana.

La mattina del sabato un acre odore di carbone invade i portici dell’antico villaggio che, unito all’incessante battere dei martelli sulle incudini, dà la sveglia al sonnecchiante borgo. Da lì a poco, inizia l’afflusso di curiosi; al centro dello spazio forgiatori è appeso un disegno raffigurante l’opera da realizzare che stimola i commenti e la curiosità del pubblico. I due organizzatori, affidano ad ogni partecipante il compito di realizzare un rondone, occupandosi personalmente di forgiare la struttura portante dell’opera che è una avveniristica panchina senza spalliera. Nello staff è presente un giovane falegname tedesco che si occupa di realizzare le doghe che fungeranno da seduta alla panchina. C’è spazio anche per un talento  femminile, Katia Gianesella,  una giovane donna, esperta nella lavorazione del rame che realizza un rondone in questo rosso metallo che darà un tocco di colore all’intera opera.

 Già dal primo pomeriggio di domenica il progetto assume la forma desiderata  ed è subito un continuo di riprese con svariati dispositivi fotografici, di applausi e di complimenti rivolti agli autori visibilmente emozionati. Le prime ombre iniziano a calare e velocemente, la panchina viene trasportata nella location definitiva ed una luminosa luna piena spunta dalle montagne quasi a voler illuminare questa straordinaria scultura. Anche il Sindaco, nel suo breve discorso inaugurale è palesemente emozionato ed entusiasta di quanto realizzato così come tutto il pubblico presente. Dopo l’ennesima foto ricordo con tutti gli artefici e prima del tradizionale rinfresco offerto dal” Bar Sport” e “Bar Angolo”, promette la riedizione dell’evento tra un anno con un maggiore impegno sociale ed economico.

Antonello Rizzo.
















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