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presentazione
FERRI INFUOCATI
3^ ESTEMPORANEA DI ARTE FABBRILE
Caltavuturo (Pa)
1 - 2  SETTEMBRE 2012

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Arriviamo a Caltavuturo in un'afosa sera di fine estate, guidati in quest'amena località, situata nella catena montuosa delle Madonie Occidentali in provincia di Palermo, dall'invito di Claudio Guarneri che, oltre ad essere l'organizzatore della manifestazione, è anche un promettente artista del ferro. L'organizzazione ha previsto tutto ciò che possa confortare ottimamente il nostro soggiorno, l'opera da realizzare nei due giorni dell'evento, i fabbri che coadiuveranno Giovanni Rotondo (autore del progetto da riprodurre in ferro e rame). Naturalmente non manca l'attenzione delle Autorità comunali, pronte a risolvere qualsiasi intoppo dovesse mai capitare. Il luogo dell'evento è al centro del paese, lungo la strada principale, in un punto in cui è situata una terrazza con una vista incantevole. I lavori iniziano la mattina del sabato, presso l'officina di Claudio Guarneri, con la realizzazione del disegno in scala 1:1. L'opera in sè è molto semplice,  in quanto non ha elementi artistici di difficile esecuzione; tuttavia richiede notevole impegno in precisione di esecuzione e tempi di lavorazione abbastanza lunghi. Essa sarà situata su di un pozzo, all'interno dell'ex Convento dei Padri Francescani Riformati, oggi Museo Civico, semprechè la Soprintendenza ai Beni culturali dia il nullaosta. Inoltre, sempre all'interno del Museo Civico, è stata allestita una Mostra personale di scultura dell'artista Giovanni Rotondo, dal titolo "Libera_mente".
Nella tarda mattinata, finalmente tutto è pronto e le forge iniziano ad emanare nell'aria il loro caratteristico odore di carbone, attirando passanti e curiosi. Il lavoro da eseguire comporta il piegamento di 4 ferri quadri da 30 mm.,  per formare un arco di 90° con ampio raggio, su cui saranno eseguiti complessivamente 64 fori larghi 12 mm. Essi serviranno a concatenare i 4 paletti, usando 64 barrette di ferro tondo da 20 mm. lunghe 130 mm., a cui sono state fresate le due estremità per 50 mm. per parte, portandone la sezione da 20 a 12, che serviranno a tenere assieme, secondo la forma stabilita, i 4 paletti alla giusta distanza. Lo spazio tra i paletti  sarà riempito con 4 listelli di rame, opportunamente battuti e saldati a TIG per l'intera lunghezza del pilastro su tutti i 4 lati. Inoltre, si dovrà creare una base per fissare sul pavimento il “mezzo arco” e, alla sua sommità, inserire una carrucola, affinché possa espletare la sua antica funzione di tirare l'acqua del pozzo. Purtroppo, le due giornate previste, per la realizzazione dell'opera, non sono state sufficienti, anche a causa di un improvviso variare delle condizioni meteo, che non hanno permesso il prosieguo dei lavori nella seconda giornata. Pertanto, si è deciso di terminare l'opera nei giorni seguenti, presso l'officina di Filippo Pietro Castrovinci, per poi donarla al Comune di Caltavuturo, in attesa che la Sopraintendenza ai Beni culturali dia  il suo benestare. Se il suo parere sarà favorevole, l'opera sarà posizionata  nel luogo stabilito, conferendogli un nuovo aspetto a dimostrazione del fatto, che si può intervenire su architetture del passato con suppellettili contemporanee, senza stravolgere troppo l'aspetto complessivo anzi, a mio parere, impreziosendolo.
Antonello Rizzo.


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PROGETTO DI GIOVANNI ROTONDO



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